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Carissima Arnold Rugby,

un sentito ringraziamento per aver aderito a “Raccontaci una storia” e complimenti per l’impegno sul territorio.

Vi invitiamo a visitare il nostro stand “IV TEMPO RUGBY E CULTURA” all’interno del Peroni Village al Foro

Italico, in occasione del match inaugurale del Six Nations 2018 Italia-Inghilterra.

Quì troverete, insieme alla vostra storia, altre importanti testimonianze di solidarietà e di impegno sociale

da parte di altre squadre, di tutto il territorio nazionale.

Sarà occasione gradita per spiegare, approfondire e condividere il vostro racconto e le vostre esperienze

con altre società che affrontano quotidianamente tematiche simili; per trovare ispirazione ma anche per

ispirare.

Un caro saluto

Pierluigi Bernabò

(… una serata di fine stagione a casa degli Arnold – Sabato 28 maggio 2016)


Metti un sera di fine maggio, metti un bel posto, mettici il richiamo della Società ed ecco che il popolo degli Arnold numeroso affluisce e… stupisce.

All’arrivo l’accoglienza con aperitivo riserva la prima sorpresa, quella di averlo servito dai giovani giocatori arnoldini, abbigliati con divisa sociale arricchita di un farfallino dai colori anch’essi rigorosamente sociali.

Aggiunta che rende alcuni simpatici e spiritosi, mentre ad altri sta proprio bene, perché in fondo i nostri sono anche dei bei ragazzi.

Ma la sorpresa continua quando, passando dal tunnel che porta ai campi, ci si ritrova al campo grande per mangiare.

Ci si ritrova proprio sul campo, i tavoli poggiano le gambe sul praticello dove ogni settimana gli Arnold danno prova di emozionanti evoluzioni di gioco.

Sotto lo sguardo placido della grande H ci sediamo a godere del panorama delle Tombe della Via Latina, che chiudono in fondo lo specchio del campo.

Subito una flotta di giovani farfallinati si presenta ai commensali come dediti camerieri, che ci portano dei cartocci di frittini stimolanti.

Ma quello che resterà più nelle nostre menti, di tutto lo stupendo menù, è la pasta, che supera se stessa.

I nostri palati di adepti del terzo tempo, forgiati ai robusti sapori di bistecche, carni e primi con solidi ragù, vengono soggiogati dalla poesia di quei compositi sapori, che dall’antipasto ci conducono, oramai dimentichi delle tradizionali braci, al dolce.

(momenti, attimi, età, silenzi).

 

Sui campi di Rugby, guardando bene si impara che non c’è un solo tempo, ma di tempi ce ne sono diversi.

Sui campi di Rugby ci sono sempre ufficialmente due tempi e poi un terzo.

Due tempi per giocare e uno per stare insieme.

Anche in molti altri sport dopo la partita si sta insieme.

Ma quando si parla di terzo tempo si pensa subito al Rugby.

Per favore non toccateci il terzo tempo, connota questo sport in maniera inequivocabile.

Sui campi di Rugby però prima del terzo tempo può esserci un altro momento, infilato tra i tempi giocati e il  tempo della convivialità.

Un tempo di riflessione. Quando chi gioca è seduto in campo e l’allenatore parla.

Un tempo breve, ma estremamente significativo.

Un tempo breve e importante per i giocatori, ma lunghissimo per chi li aspetta fuori del campo e ha già scaldato l’acqua nelle pentole.

Sui campi di Rugby c’è sempre qualcuno con una macchina fotografica, girano tanti fotografi.

(… la festa di fine 2015 di un pezzo di Arnold)

 

E' la sera di Capodanno, tra gli ulivi a metà strada tra Roma e Frascati, un'auto procede

lenta.

La strada non è semplice.

Improvvisa, si arresta.

Un uomo scende.

Con incertezza si avvicina a un cancello.

Cerca di leggere un nome, quando da dentro una voce bassa: “Cerchi la festa degli

Arnold?”

“Sì...”

“E' questa, suona ed entra… aspettano.”

Un cancello si apre. Scopre un strada.

L'uomo di prima è sparito.

In fondo tra gli ulivi ci sono delle luci.

Con attenzione ci si avvicina alla casa.

In un angolo della corte un braciere, ma non vi è nessuno.

Solitari calamari giacciono di fronte alla griglia. Gamberoni impalati attendono l'abbraccio

della fiamma. Tonni a fette sperano in un più glorioso destino.

Dall'altra parte si vedono, al di là di ampie vetrate, tavoli apparecchiati.

Non c'è nessuno in giro.

Ma la porta è aperta, si intuisce più dentro una sala calda e luminosa…

Quale sorpresa entrando.

In un rumoroso ambiente, come folletti sovra eccitati tutti gli arnoldini sono impegnati in

operose attività.

Le tre elfe Dorota, Fabiana e Tiziana danno il benvenuto di fronte a un tavolo di dolci e

bevande.

Dalla cucina in fondo l'elfa Eugenia esce allegra.

All'interno i troll Camerata e Ciampolo, armati di acuminati strumenti forzano preziosi

scrigni di ostriche.

Mentre lo gnomo Colabbat fa muovere, come danzassero, tavoli e sedie e bottiglie.

Piccoli folletti di campo arnoldini in un angolo, concentrati, stanno spiaccicati addosso allo

schermo dei videogiochi.

Mentre in alto, in un soppalco cinque piccole streghette hanno trovato il loro rifugio e lì

praticano magie proibite ai folletti “maschi”.

Ma ecco che dalla porta irrompe la famiglia dei trolls Scaramucc, portatori di manicaretti e

di una misteriosa scatola piatta.

Nella cucina, dove grandi pentole attendono di rovesciare fiumi di sughi sulla pasta, che

sta tranquilla distesa in un angolo, già non si entra più, perché anche gli gnomi Desiderati

e Pandolfi si accalcano per gioire della vista delle libagioni.

Qui appare lo gnomo Cicchetto che materializza una cascata di ghiaccio, fresco letto dove

vanno ad adagiarsi le ostriche liberate.

Ora anche la sala è piena, si vedono lo gnomo Roberto che osserva, circondato dai

compari gnomi Briglia e Del Fattore, gli gnomi Grossi che sono appena arrivati.

Se non bastasse l'affollamento ecco gli gnomi d'oltremare, i Favini, terribili esseri armati di

acuminati e affilati arnesi, quanto mai necessari per avere ragione di pani e carni e

formaggi e frutta e torte.

Non c'è tempo per parlare, perché un'allegra processione parte dalla cucina verso i tavoli

apparecchiati.

Letti di ostriche e pratini di insalate circondate da antipasti, procedono scortati dai devoti

fedeli dell'abbuffo.

Poi tutti in fila, con i piatti vuoti, e poi tutti seduti, con i piatti pieni.

Gnomi famelici, come fossero di natura proboscidati, aspirano ostriche a ripetizione.

Solo le due elfe Letizia e Cristina guardano materne le povere ostriche, rifugiando la loro

compassione nelle fresche verzure.

Mentre ancora l'eco dell'eccidio consumato non si spegne, dalla cucina una seconda

gioiosa processione parte.

Giare meravigliose di pasta annegata nei sughi vengono portate a versare il loro tributo nei

piatti degli inesausti commensali.

E' allora che gagliardi gnomi fuochisti escono a dare soddisfazione ai crostacei, ai

molluschi e ai pesci che languivano nella corte, Favino, Camerata, Ciampolo, Roberto e

quanti altri, li lasciano lambire dalle carezze del fuoco.

Poi Ricy apre la processione che riparte, con una fiamminga di gamberoni rosso fiamma,

direttamente dalla rossa brace ai caldi tavoli e poi alle bocche degli gnomi e degli elfi,

grandi e piccoli.

Al vuotarsi dei piatti, anche la sala dei tavoli, non più imbanditi, si svuota.

I piccoli e giovani folletti si perdono chissà dove, le loro voci a volte si odono tra gli ulivi e

talvolta in casa.

Dove presto vengono sovrastate dalle musiche delle danze delle elfe Agnese, Stefania,

Alessia, Lidia che con tutte le altre, grandi e piccole, e con Giovanni e Federico, gnomi

scatenati, nelle avvolgenti luci strobo della sala grande, stupiscono gli astanti ancora

coscienti.

Ma ancora una volta ecco una magia.

L’elfa Silvia apre la scatola magica e ne fa uscire una torta, che viene subito abbigliata di

luci accese e portata anch’essa in trionfante processione al desco dello gnomo Grosso,

quale tributo alla sua età, che sebbene veneranda, aumenterà ancora questa notte.

E dopo il dolce, balli scatenati di tutti, con trenini degli esseri fatati.

Sino al momento della mezzanotte.

Quando gli gnomi arnoldini, ritornati nel vegetale elemento degli ulivi, attorniati da alberi e

viti, lasciano esplodere la loro gioia, con fuochi e fuochetti d’artificio, colori e suoni

mischiati ai botti dei tappi di spumante che volano alti nelle campagne.

Rientrati, gli gnomi coscienziosamente, a dispetto di una superficialità solo apparente,

adempiono al necessario rito propiziatorio della consumazione delle lenticchie con

cotechino.

Piatti caldi ancora volteggiano nelle sale, mentre giochi e risa rilassano l’ambiente.

Ma quando proprio appare che gli animi si siano quietati, una fiamma risplende ancora

fulgida.

Gli gnomi fuochisti compiono un’ennesima magia e si materializzano quindi prosperose

salsicce.

L’effetto è prodigioso, le mascelle si rianimano, soprattutto quelle dei giovani gnomi, che

ricompaiono da ogni angolo del giardino e della casa.

Disarmati di forchette, non cedono comunque alla battaglia e furiosamente addentano le

saporite pietanze a mo’ di esseri ferini.

Poi a poco, a poco, lentamente, i fuochi si spengono, con essi le luci e i clamori.

Un corteo di silenti esseri fatati lascia il luogo al suo torpore notturno.

Un cancello si apre.

Scopre un strada.

E' la mattina del Primo dell’anno, tra gli ulivi a metà strada tra Roma e Frascati, un'auto

procede lenta.

Stefano D.

Partito d'oro e di verde, alla palla da rugby al naturale attraversante in sbarra, e attraversata da una lettera A di rosso.

Special thanks to Maurizio Gorra

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Arnold Rugby Park

Via Demetriade, 78
0165 - Roma (RM)
tel: 06 5656 9320

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Martedì 19.30 - 20.30 
Mercoledì  17.15 - 19.15
Giovedì  17.15 - 19.15
Sabato  10.30 - 12.00

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