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Rugby Giovanile
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Arnold u. 14 buona la prima.

22 settembre 2018, inizia la stagione per questa nuova, giovane u. 14.L'eredità lasciata dai ragazzi saliti in 16 è un credito importante ma anche una scomoda pressione con cui fare i conti. Non sono moltissimi i ragazzi di secondo anno ma, già da subito, ci si rende conto che i duemilasei si sono affacciati alla categoria pieni di entusiasmo.

Il calendario ci regala l'esordio stagionale nella splendida cornice degli acquedotti ad affrontare i vicini dell'Appia.
La giornata è calda ed umida, ma i nostri ragazzi guidati da Fabio non rinunciano all'ormai consueto quarto allenamento settimanale prima dell'incontro vero e proprio.
Così, come al solito, la truppa Arnold si presenta al campo con largo anticipo.
Noi genitori ci gustiamo l'attesa di vederli per la prima volta.

Finalmente sono le 17.15 e, con un minimo di ritardo, si inizia.

Campo del Viterbo in una giornata proprio da rugby… grigia e alquanto rigida.
Nuvoloni bassi… lì, lì per piovere.
Gli ingredienti vari ci sono e fra questi come non citare i visi degli atleti che non lasciano spazio a
fraintendimenti, qui oggi c’è voglia di giocare.
Questa potrebbe essere una partita... come dire… leggera… svagata, perché i giochi del girone sono fatti e
siamo qui grazie alla disponibilità dei viterbesi a giocare questo recupero lungamente inseguito, nonostante
le numerose defezioni “obbligate” da malattia, che rendono “filiforme” la loro compagine e li
obbligheranno a una lunga corvée sportiva, senza ricambi.
Invece da subito capiamo che, libere dagli assilli della classifica, oggi queste due squadre sono qui per
giocare sul serio, non lasceranno niente di intentato, trasformando una partita “burocratica” in una partita
“giocata”.
I pesi ci sono… le gambe pure… la capacità di gioco a seguire.
Scontro deciso da subito.
Appaiono equilibrate le due équipe.
Ma ecco che una palla esce dai gruppi in collisione, uno dei nostri ce l’ha davanti… la prende… e corre.
Una lunga curva parabolica e… giusto in mezzo ai pali.
Non ci sarà realizzo, ma la sfida ovale è lanciata.
Viterbo all’attacco, con qualche passaggio impreciso dei nostri che occasiona due mischie a ridosso della
nostra H.
Dai e dai, il Viterbo ci riesce e schiaccia in meta.
Senza realizzo.
Ora siamo pari.
I nostri non ci stanno.
Dai e dai, creano l’occasione per una corsa di sfondamento che porta a casa Arnold 5 punti, più 2 di
realizzo.
Inizia una fase un po’ distratta da parte Arnold, che sprecano diverse occasioni.
Poi riflessione… disciplina… recupero di concentrazione e arrivano altri 5 punti + 2.
Poi su un abile contropiede altri 5 punti + 2.
Si chiude così un primo tempo movimentato e tirato.

Appassionato e veloce.
Il secondo tempo vede l’arbitro impegnato in un frequente lavoro di scrittura a causa di vari cambi che
interessano la compagine arnoldina.
Magiche alchimie di gioco si sviluppano, testando anche schieramenti inediti.
Il Coach è come il buon seminatore, che spera in un futuro rigoglioso raccolto.
Ma intanto portiamo a casa diverse cose.
Progressivamente l’iniziativa passa in casa Arnold, con un Viterbo bloccato sui punti ottenuti nel primo
tempo, mentre i nostri facendo tesoro anche della stanchezza avversaria conquistano palle e si lanciano in
una raffica di corse, un po’ fotocopia, che terminano in meta, per un totale complessivo di 5 mete e 5
realizzi.
Da segnalare che il percorso non è così lineare, perché nessuno perde a cuor leggero e men che meno il
Viterbo, che non si arrende facilmente.
Il nervosismo monta e per par condicio ne escono fuori due cartellini gialli, prima uno per noi e poi uno per
loro, tanto per ristabilire l’equilibrio numerico in campo.
Ma la di là di questi episodi, è una bella partita, giocata e vissuta.
Finisce 61 a 12 per gli Arnold.
Onore agli avversari.
Soddisfazione per noi.
Alla prossima…
Let’s go Arnold!

U16 Viterbo 2018 04 14

lega filo doro

Nel Rugby il contatto è fondamentale, così come lo è per le persone sordocieche per uscire da un mondo fatto di buio e di silenzio ed entrare in relazione con gli altri. Proprio per questo la Lega del Filo d’Oro e la Federazione Italiana Rugby danno il via all’iniziativa #uncontattochevale, un evento speciale che avrà luogo in occasione della partita del 6 Nazioni Italia-Scozia con l’obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della sordocecità in Italia, disabilità che riguarda quasi 190mila persone nel nostro Paese.

Spero veniate in tanti alla partita per sostenere sia l’Italrugby che la Lega del Filo d’Oro. Sarà una giornata di festa all’insegna della solidarietà

dichiara Rossano Bartoli, Segretario Generale dell’Associazione che da oltre 50 anni è il punto di riferimento delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali in Italia.

Oggi all’Arnold Rugby Park il meteo non è con noi.
Compartecipe scomodo accoglie le due Squadre con una giornata grigia e umida. Una di quelle in cui gli scarpini con i tacchetti impastati di fango scivolano e l’ovale umido guizza tra le mani come un pesce.
Ma tant’è, con questo bisogna fare i conti, ma nessuno si scoraggia.
Baldanzosi entrano in campo. Speranzosi nel risultato, dall’una e dall’altra parte. E inizia il gioco
Pare che gli Arnold siano avvezzi un po’ di più a questo prato e le prime azioni li vedono sostanzialmente presenti nella altrui metà.
Ma è più per una svista degli ospiti che per una reale azione strategica, che riescono a infilarsi in uno spazio e alla fine uno straordinario allungo permette di arrivare a lasciare l’ovale oltre la linea di meta avversaria.
La successiva trasformazione significa provvedere a segnare + 7 sul pallottoliere dei padroni di casa.
Ma i bianconeri non ci stanno e iniziano un intenso lavoro di spinta, che si protrae costante per tutto il prosieguo dell’incontro.
Gli Arnold contengono, ma vedono ogni inizio di discorso frustrato da risposte pronte, urlate da un avversario che fa sentire la sua voce e che soddisfa la sua fame con una meta, non trasformata, che chiude il primo tempo 7 a 5.
Un primo tempo con troppi banali errori, di gialloverdi frettolosi che partoriscono azioni concitate, dando di fatto a un valido Roma Olimpic la possibilità di tenere il boccino della partita.
Già dalle prime battute della ripresa ci sono segnali inequivocabili di un cambio di passo che, ahimè, riguarda proprio gli ospiti, entrati in campo con ben altro piglio rispetto alla prima frazione di gioco.
Decisi ad approfittare della situazione, tra palle perse e scivolate, organizzano una pressione tale che alla fine riescono a raddoppiare il punteggio grazie a un’altra meta, passando in testa con 7 a 10.
C’è ancora tempo di recuperare, l’orologio lo consente … solo ad averne la voglia … ma soprattutto la testa.
Ma serve anche un po’ d’iniziativa e questa giunge su di un’isperata mischia, quando i nostri prodi finalmente montano una rapida azione corale, con un calcio che alla fine apre sulla fascia la possibilità per uno dei nostri migliori corridori di volare in meta.
Gli Arnold ripassano in testa, 12 a 10, e ricomincia una battaglia ancora più accanita.
Lo scarto è limitato e l’orologio snocciola battito a battito il passare dei minuti. Il nervosismo è alto, come testimoniato da frizioni evidenziate da brevi, ma frizzanti discussioni che scoppiano all’interno delle due squadre. Ne scappa fuori anche un giallo, che riduce la compagine Arnold a 14 elementi.
La tensione si spezza dalla nostra parte, con un effetto “ammorbidimento”, che riporta il Roma Olimpic in testa grazie a una meta realizzata.
Ma sul 12 a 17 il Rugby Roma non dorme sonni tranquilli, l’orologio è lì che progredisce, quindi decide di cogliere l’opportunità di un calcio di punizione per centrare i pali e allungare la ridotta distanza dagli Arnold, ma la cosa non gli riesce.
Comunque oramai manca pochissimo. Cola via il tempo liquido dell’inconcludenza.
A un minuto dalla fine sembra che l’Orologio dell’Apocalisse arnoldina stia suonando il suo rintocco, quando un’azione rabbiosa, che mostra quei passaggi che avremmo voluto vedere molto prima, permette di giocare l’ultima mischia.
L’ultima mischia… quando tutto sembra finito e invece c’è qualcosa ancora da fare. La fine può attendere.
Stretti spalla a spalla, agganciati a testa bassa, occhi in agguato, scatto nei nervi e nei muscoli stanchi, i tacchetti che mordono il fango.
Il momento del riscatto … sospeso in un attimo lungo tutta una partita.
Ecco che l’Orologio dell’Apocalisse per gli Arnold si ferma ed è 5+2 sul fischio di chiusura.
Ovvero 19 a 17, vittoria di misura, ma vittoria. Si urla sugli spalti, urlano i giocatori. Ma poi è il silenzio di una vittoria contenuta, una vittoria di rispetto per l’avversario. C’è da pensare.
Compartecipe scomodo, il meteo, saluta le due Squadre che vanno via in una giornata grigia e umida.

Let’s go Arnold!
Stefano D.

U16 2018 02 18

 

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Globulo Rosso

Lasaliera

Arnold Rugby Park

Via Demetriade, 78
0165 - Roma (RM)
tel: 06 5656 9320

Orari di Segreteria

Lunedì  17.15 - 19.15 
Martedì 19.30 - 20.30 
Mercoledì  17.15 - 19.15
Giovedì  17.15 - 19.15
Sabato  10.30 - 12.00

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