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Rugby Giovanile
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Campo del Viterbo in una giornata proprio da rugby… grigia e alquanto rigida.
Nuvoloni bassi… lì, lì per piovere.
Gli ingredienti vari ci sono e fra questi come non citare i visi degli atleti che non lasciano spazio a
fraintendimenti, qui oggi c’è voglia di giocare.
Questa potrebbe essere una partita... come dire… leggera… svagata, perché i giochi del girone sono fatti e
siamo qui grazie alla disponibilità dei viterbesi a giocare questo recupero lungamente inseguito, nonostante
le numerose defezioni “obbligate” da malattia, che rendono “filiforme” la loro compagine e li
obbligheranno a una lunga corvée sportiva, senza ricambi.
Invece da subito capiamo che, libere dagli assilli della classifica, oggi queste due squadre sono qui per
giocare sul serio, non lasceranno niente di intentato, trasformando una partita “burocratica” in una partita
“giocata”.
I pesi ci sono… le gambe pure… la capacità di gioco a seguire.
Scontro deciso da subito.
Appaiono equilibrate le due équipe.
Ma ecco che una palla esce dai gruppi in collisione, uno dei nostri ce l’ha davanti… la prende… e corre.
Una lunga curva parabolica e… giusto in mezzo ai pali.
Non ci sarà realizzo, ma la sfida ovale è lanciata.
Viterbo all’attacco, con qualche passaggio impreciso dei nostri che occasiona due mischie a ridosso della
nostra H.
Dai e dai, il Viterbo ci riesce e schiaccia in meta.
Senza realizzo.
Ora siamo pari.
I nostri non ci stanno.
Dai e dai, creano l’occasione per una corsa di sfondamento che porta a casa Arnold 5 punti, più 2 di
realizzo.
Inizia una fase un po’ distratta da parte Arnold, che sprecano diverse occasioni.
Poi riflessione… disciplina… recupero di concentrazione e arrivano altri 5 punti + 2.
Poi su un abile contropiede altri 5 punti + 2.
Si chiude così un primo tempo movimentato e tirato.

Appassionato e veloce.
Il secondo tempo vede l’arbitro impegnato in un frequente lavoro di scrittura a causa di vari cambi che
interessano la compagine arnoldina.
Magiche alchimie di gioco si sviluppano, testando anche schieramenti inediti.
Il Coach è come il buon seminatore, che spera in un futuro rigoglioso raccolto.
Ma intanto portiamo a casa diverse cose.
Progressivamente l’iniziativa passa in casa Arnold, con un Viterbo bloccato sui punti ottenuti nel primo
tempo, mentre i nostri facendo tesoro anche della stanchezza avversaria conquistano palle e si lanciano in
una raffica di corse, un po’ fotocopia, che terminano in meta, per un totale complessivo di 5 mete e 5
realizzi.
Da segnalare che il percorso non è così lineare, perché nessuno perde a cuor leggero e men che meno il
Viterbo, che non si arrende facilmente.
Il nervosismo monta e per par condicio ne escono fuori due cartellini gialli, prima uno per noi e poi uno per
loro, tanto per ristabilire l’equilibrio numerico in campo.
Ma la di là di questi episodi, è una bella partita, giocata e vissuta.
Finisce 61 a 12 per gli Arnold.
Onore agli avversari.
Soddisfazione per noi.
Alla prossima…
Let’s go Arnold!

U16 Viterbo 2018 04 14

lega filo doro

Nel Rugby il contatto è fondamentale, così come lo è per le persone sordocieche per uscire da un mondo fatto di buio e di silenzio ed entrare in relazione con gli altri. Proprio per questo la Lega del Filo d’Oro e la Federazione Italiana Rugby danno il via all’iniziativa #uncontattochevale, un evento speciale che avrà luogo in occasione della partita del 6 Nazioni Italia-Scozia con l’obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della sordocecità in Italia, disabilità che riguarda quasi 190mila persone nel nostro Paese.

Spero veniate in tanti alla partita per sostenere sia l’Italrugby che la Lega del Filo d’Oro. Sarà una giornata di festa all’insegna della solidarietà

dichiara Rossano Bartoli, Segretario Generale dell’Associazione che da oltre 50 anni è il punto di riferimento delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali in Italia.

Oggi all’Arnold Rugby Park il meteo non è con noi.
Compartecipe scomodo accoglie le due Squadre con una giornata grigia e umida. Una di quelle in cui gli scarpini con i tacchetti impastati di fango scivolano e l’ovale umido guizza tra le mani come un pesce.
Ma tant’è, con questo bisogna fare i conti, ma nessuno si scoraggia.
Baldanzosi entrano in campo. Speranzosi nel risultato, dall’una e dall’altra parte. E inizia il gioco
Pare che gli Arnold siano avvezzi un po’ di più a questo prato e le prime azioni li vedono sostanzialmente presenti nella altrui metà.
Ma è più per una svista degli ospiti che per una reale azione strategica, che riescono a infilarsi in uno spazio e alla fine uno straordinario allungo permette di arrivare a lasciare l’ovale oltre la linea di meta avversaria.
La successiva trasformazione significa provvedere a segnare + 7 sul pallottoliere dei padroni di casa.
Ma i bianconeri non ci stanno e iniziano un intenso lavoro di spinta, che si protrae costante per tutto il prosieguo dell’incontro.
Gli Arnold contengono, ma vedono ogni inizio di discorso frustrato da risposte pronte, urlate da un avversario che fa sentire la sua voce e che soddisfa la sua fame con una meta, non trasformata, che chiude il primo tempo 7 a 5.
Un primo tempo con troppi banali errori, di gialloverdi frettolosi che partoriscono azioni concitate, dando di fatto a un valido Roma Olimpic la possibilità di tenere il boccino della partita.
Già dalle prime battute della ripresa ci sono segnali inequivocabili di un cambio di passo che, ahimè, riguarda proprio gli ospiti, entrati in campo con ben altro piglio rispetto alla prima frazione di gioco.
Decisi ad approfittare della situazione, tra palle perse e scivolate, organizzano una pressione tale che alla fine riescono a raddoppiare il punteggio grazie a un’altra meta, passando in testa con 7 a 10.
C’è ancora tempo di recuperare, l’orologio lo consente … solo ad averne la voglia … ma soprattutto la testa.
Ma serve anche un po’ d’iniziativa e questa giunge su di un’isperata mischia, quando i nostri prodi finalmente montano una rapida azione corale, con un calcio che alla fine apre sulla fascia la possibilità per uno dei nostri migliori corridori di volare in meta.
Gli Arnold ripassano in testa, 12 a 10, e ricomincia una battaglia ancora più accanita.
Lo scarto è limitato e l’orologio snocciola battito a battito il passare dei minuti. Il nervosismo è alto, come testimoniato da frizioni evidenziate da brevi, ma frizzanti discussioni che scoppiano all’interno delle due squadre. Ne scappa fuori anche un giallo, che riduce la compagine Arnold a 14 elementi.
La tensione si spezza dalla nostra parte, con un effetto “ammorbidimento”, che riporta il Roma Olimpic in testa grazie a una meta realizzata.
Ma sul 12 a 17 il Rugby Roma non dorme sonni tranquilli, l’orologio è lì che progredisce, quindi decide di cogliere l’opportunità di un calcio di punizione per centrare i pali e allungare la ridotta distanza dagli Arnold, ma la cosa non gli riesce.
Comunque oramai manca pochissimo. Cola via il tempo liquido dell’inconcludenza.
A un minuto dalla fine sembra che l’Orologio dell’Apocalisse arnoldina stia suonando il suo rintocco, quando un’azione rabbiosa, che mostra quei passaggi che avremmo voluto vedere molto prima, permette di giocare l’ultima mischia.
L’ultima mischia… quando tutto sembra finito e invece c’è qualcosa ancora da fare. La fine può attendere.
Stretti spalla a spalla, agganciati a testa bassa, occhi in agguato, scatto nei nervi e nei muscoli stanchi, i tacchetti che mordono il fango.
Il momento del riscatto … sospeso in un attimo lungo tutta una partita.
Ecco che l’Orologio dell’Apocalisse per gli Arnold si ferma ed è 5+2 sul fischio di chiusura.
Ovvero 19 a 17, vittoria di misura, ma vittoria. Si urla sugli spalti, urlano i giocatori. Ma poi è il silenzio di una vittoria contenuta, una vittoria di rispetto per l’avversario. C’è da pensare.
Compartecipe scomodo, il meteo, saluta le due Squadre che vanno via in una giornata grigia e umida.

Let’s go Arnold!
Stefano D.

U16 2018 02 18

 

Oggi trasferta in terra abruzzese per gli Arnold U16.
Li attendono gli Aquilani del Rugby Experience School, forti della loro fama di formidabili belligeranti.
Gli Arnoldini levatisi tosto, partono in pullman altrettanto gagliardi.
Il viaggio è breve, ma lungo il giusto per concedersi la finalizzazione del sonno interrotto e così atleti e
accompagnatori, mentre pensano a come sarà l’ingaggio, si lasciano andare, cullati dall’ondeggiare del
mezzo …come saranno in campo? … farà freddo? … riusciranno a concentrarsi?
E così “pensando” e “ripensando”, con le palpebre calate per aumentare l’intensità della concentrazione,
ecco che improvvisamente pare come di essere in campo …
… le urla delle squadre che entrano, il brusio della tifoseria dietro la rete di recinzione, il fischio di inizio.
Lontani nel campo, ma così vicini che pare di sentire le loro voci e financo il loro ansimare nella strenua
difesa dei nostri, sottoposti da subito a un violento attacco abruzzese.
Lanciati in azioni spostate nella metà campo ospite, gli eccitati attaccanti poco si curano di un canale meno
usato all’opposto lato del campo e, presi dalla foga, si lasciano sfuggire un ovale che, come fosse un sogno,
finisce nelle mani arnoldine e Cicchetti vola attraverso tutto il campo, sulle ali della speranza comune,
schiacciando in meta la palla.
E così continuiamo a vivere una partita che come in un sogno è tesa e carica, ci fa vedere due squadre che
lottano, generosità dei giocatori profusa a piene mani, senza risparmio e tanta convinzione.
La squadra di casa sempre in attacco, la palla vola tra le loro mani e insidia pericolosamente la nostra linea,
ma nonostante i metri che fanno gli avversari nella nostra metà campo, la meta è blindata in una difesa a
diga.
L’ansia monta nel pubblico, partecipe dello sforzo fisico e di concentrazione profuso in campo.
Poi a un attimo dal fischio di chiusura del primo tempo gli Abruzzesi si prendono finalmente una meta,
chiudendo questa prima metà di partita in parità.
Poi il sogno continua …
… anche se pare trasformarsi un po’in un incubo, quando gli i ragazzi di Experience trovano un buco e
schiacciano in mezzo ai pali, per un’agevole trasformazione.
Ma l’incubo crea tensione e risveglia l’animo. L’animo dei gialloverdi che passano dal contenimento
all’attacco.
Progressivamente nell’ultimo quarto aumentano il proprio ritmo e rompono quello altrui, assumendo il
controllo dei tempi della partita, di fronte a un avversario che ha speso tanta energia nello sferrare continui
attacchi.
Oggi è la domenica di Carnevale ed ecco che gli Arnold vestono la maschera della concentrazione, esercizio
mentale che si trasforma in una pressione asfissiante sugli avversari.
Ed ecco lo scherzo di carnevale che i gialloverdi ci riservano.
Capita l’occasione e devono decidere come usare un calcio di punizione.
Un calcio che finisce diritto per i pali e per le sagge formichine arnoldine significa mettere 3 punti in
cascina, in attesa di tempi migliori, quando faranno la differenza, ma adesso ancora nessuno lo può sapere.
Pare che la partita sia cominciata ora, tra palle che volano, passano di mano veloci e scivolano anche, nella
foga. Parte un attacco e, altro scherzo di Carnevale, un affondo Arnold arriva sino alla linea di meta…
… e meta è!
Di Battistoni, senza trasformazione, ma tanto basta per il sorpasso: 13 a 12 per gli Arnold.

Gli Aquilani non ci stanno e furiosi partono all’attacco, vivono l’ultima occasione sino in fondo, impegnano
l’infinita difesa Arnold sino all’ultimo minuto.
Il pubblico segue con lo sguardo ma anche con il fisico, spostandosi tutti verso il fondo del campo,
scorrendo come formiche lungo la recinzione sino alla fine, per vedere quello che alcuni sperano e altri
temono.
Sino al fischio finale che chiude questo confronto, partito quasi fortunosamente per gli Arnold, continuato
di corsa affrettata e finito nella calma ragionata.
Bello scherzo di carnevale! Ci guardiamo tra di noi… … e non è un sogno.
Let’s go Arnold!
Stefano D

 Rugby Experience Arnold 2018 01 11

locandina primo IX 2017

Fitness Denise

 

FIR

Globulo Rosso

Lasaliera

Arnold Rugby Park

Via Demetriade, 78
0165 - Roma (RM)
tel: 06 5656 9320

Orari di Segreteria

Lunedì  17.15 - 19.15 
Martedì 19.30 - 20.30 
Mercoledì  17.15 - 19.15
Giovedì  17.15 - 19.15
Sabato  10.30 - 12.00

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